La determinazione del giusto momento per l’accoppiamento

Pubblicato: 05.03.2018


Negli ultimi 15 anni la cinofilia e quindi l’allevamento canino si sono notevolmente sviluppati, sono diventati più professionali e di conseguenza la riproduzione ha assunto maggiore importanza.


Sulla scia di sempre maggiori richieste di prestazioni veterinarie nel campo della fecondità molti veterinari si sono applicati per cercare di definire con maggiore esattezza il momento più propizio per l’accoppiamento.
In effetti gli insuccessi riproduttivi sono per la maggior parte da imputare ad un errore di scelta della data dell’accoppiamento più che ad un’infertilità del maschio o della femmina.
Questo concetto è ancora più importante ai nostri giorni quando si consideri che spesso le femmine trovano lo stallone “adatto” a centinaia o a volte migliaia di chilometri e che a volte hanno la possibilità di effettuare solo una monta.
Il vecchio schema nel quale è descritto che la femmina è fecondabile il 12°-13° giorno dall’inizio del calore spesso risulta inesatto così come il basarsi sul comportamento estrale della femmina o le modificazioni di aspetto delle perdite vaginali.


Il momento dell'ovulazione varia da cagna a cagna.
Dal riconoscimento del momento dell’ovulazione dipende il successo dell’accoppiamento.


Il veterinario che si occupa di problemi di allevamento ha due metodi per determinare il giorno ovulatorio della fattrice:

  1. esame citologico delle cellule vaginali esfoliate (striscio vaginale)
  2. determinazione dei livelli sierici del progesterone


Gli strisci vaginali sono facili da eseguire e poco costosi. L’esame consiste nell’osservazione al microscopio di un vetrino su cui vengono strisciate le cellule della parete vaginale prelevate con un tampone e nella valutazione della loro corneificazione.


I cicli estrali nella femmina di cane sono composti da quattro periodi:


PROESTRO: inizia con la perdita delle prime gocce di sangue e si conclude il primo giorno in cui la femmina accetta il maschio. Mediamente dura 9 giorni (3gg-17gg). La femmina attira i maschi ma se questi le si avvicinano li respinge ringhiando. Le perdite vaginali sono di colore rosso vivo. Dal punto di vista citologico il vetrino mostra cellule rotonde od ovali con grandi nuclei e sono presenti numerosi globuli rossi.




ESTRO: inizia il primo giorno in cui la femmina accetta il maschio e termina il primo giorno in cui lo rifiuta. Mediamente dura 9 giorni (3gg- 21gg) La femmina accetta il maschio, inarca il dorso, devia la coda di lato e rimane ferma quando il maschio cerca di montarla. Le perdite, diminuiscono progressivamente e passano dal rosso al rosa.
L’ovulazione avviene durante l’estro ma con l’esame colpocitologico (vetrino) il momento si può solo presumere. Mitologicamente diminuiscono o scompaiono i globuli rossi e le cellule epiteliali si corneificano e perdono il nucleo.
All’apice della fase estrale sono visibili solo cellule epiteliali cornificate.




Ma la comparsa della massima corneificazione delle cellule vaginali varia da una cagna all’altra e può avere un’oscillazione anche di alcuni giorni rispetto all’ovulazione. Dunque l’esame citologico dell’epitelio vaginale da solo, non è un indice accurato dell’ovulazione della cagna ma rimane comunque una metodica importante per valutare la progressione del ciclo estrale e per determinare il momento più adatto per cominciare la misurazione dei livelli sierici del progesterone.


DIESTRO: inizia il primo giorno in cui la femmina rifiuta di nuovo il maschio e si conclude dopo circa 9 settimane. Alcune cagne, a questo punto, manifestano la cosiddetta gravidanza isterica o immaginaria.


ANESTRO: è il periodo di pausa tra un calore e l'altro.


La determinazione dei livelli sierici del progesterone


Se lo striscio colpocitologico (vetrino) ci segnala l'avvicinamento al periodo fertile nella cagna, permettendoci di non effettuare valutazioni del progesterone in anticipo o in ritardo, la valutazione del progesterone plasmatico ci permette di individuare il periodo esatto in cui effettuare l'accoppiamento.
E’ un esame molto semplice e consiste nel valutare il dosaggio del progesterone (in nannogrammi -ng) contenuto in un prelievo di sangue della femmina interessata.


L’ovulazione avviene quando il progesterone raggiunge un livello di 7-8 nannogrammi/ml.
Stabilito il momento ovulatorio si deve attendere, per l’accoppiamento, 36-48 ore affinché gli ovuli passino dalle ovaie alle tube di Fallopio (luogo in cui avviene l’incontro con gli spermatozoi) e subiscano la prima divisione meiotica e dunque siano fecondabili.
L'aumento del progesterone non è regolare.

Il suo valore basale è di 0,5 ng/ml.
E’ quindi consigliabile effettuare almeno due o più valutazioni del progesterone stesso per individuare il momento esatto dell'ovulazione.



Facciamo alcuni esempi:

  • se il progesterone è di 7-8 ng/ml effettueremo l’accoppiamento dopo 36-48 ore,
  • se il progesterone è di 10-12 ng/ml effettueremo l’accoppiamento dopo 24 ore,
  • se il progesterone è di 18-20 ng/ml effettueremo l’accoppiamento in giornata.


PROGESTERONE E PARTO


La determinazione dei livelli ematici di progesterone e' un fondamentale aiuto anche per la determinazione del momento del parto.


Il metodo migliore per stabilire la data del parto e' calcolare 63 giorni(+/-1) dalla data dell'ovulazione (vedi sopra).


Questa data può' essere confermata anche dalle misurazioni del progesterone effettuate negli ultimi giorni di gravidanza: nei giorni precedenti al parto si ha una drastica diminuzione dei livelli di progesterone ematico che cala a livelli di >2 ng/ml poche ore prima del parto.

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