Il primo latte

Pubblicato: 06.04.2018


Quando nascono, i cuccioli abbandonano un ambiente sterile (l'utero) e si ritrovano esposti a svariati microorganismi, tutti potenzialmente patogeni.


I cuccioli neonati sono quindi particolarmente vulnerabili alle infezioni nelle prime settimane di vita e necessitano protezione per sopravvivere. L’assistenza contro le infezioni viene garantita dalla madre, che trasferisce immunoglobuline mediante il passaggio placentare prima e con il colostro subito dopo la nascita garantendo immediatamente al neonato un primo livello di protezione. Il trasferimento di immunità da madre a neonato è essenziale ai fini della sopravvivenza del cucciolo.


La placenta del cane è di tipo endoteliocoriale, cioè l’epitelio del corion è a contatto con l’endotelio dei capillari materni: questo tipo di placentazione permette il passaggio solo di una certa quantità (circa il 10-12% della concentrazione totale) di anticorpi e più precisamente di IgG, dalla circolazione materna a quella fetale a partire dal 45° giorno di gestazione sino alla nascita. La restante parte degli anticorpi della classe IgG viene acquisita subito dopo la nascita mediante l’assunzione del colostro. Con una normale ingestione e un corretto assorbimento di colostro al cucciolo viene trasferito complessivamente il 95% degli anticorpi materni. Questo dato fa capire l’estrema importanza di un corretto piano vaccinale della madre prima di ogni gravidanza.


Il colostro, conosciuto anche col nome di "primo latte", è un liquido giallo sieroso che rappresenta le secrezioni accumulatesi nella ghiandola mammaria durante l’ultimo terzo della gestazione. Il colore è dato da un`abbondante presenza di carotene. E’ secreto per 24-72 ore dopo il parto e la quantità prodotta dipende dal numero dei cuccioli e dalla taglia della mamma. Non esistono in letteratura dati che indichino la quantità di colostro prodotto dalla fattrice così come non esistono test che determinino la qualità del colostro.
Oltre alle normali sostanze componenti il latte e cioè acqua, proteine, amminoacidi, lipidi e minerali, il colostro contiene una grande quantità di Ig (immunoglobuline).


Le immunoglobuline chiamate comunemente anche anticorpi, sono prodotte dall’ organismo a scopo difensivo contro virus e batteri (antigeni) . Sono grosse molecole proteiche costituite da catene di centinaia di aminoacidi. Alcune circolano nel sangue, altre nel sistema linfatico, altre invece risiedono nelle membrane mucose e funzionano da barriera contro gli attacchi di virus e batteri. Le immunoglobuline sono presenti in tutti i mammiferi, uomo compreso e sono suddivisibili in diverse classi: IgA, IgD, IgE, IgG ed IgM, ognuna delle quali possiede funzioni e compiti differenti.
Il colostro contiene, inoltre, inibitori della tripsina che riducono l’attività proteolitica degli enzimi digestivi dello stomaco e del duodeno del neonato e fattori antimicrobici quali la lattoferrina (un potente antibatterico naturale), le citochine (agenti anti-cancerogeni), alcuni enzimi, le glicoproteine, il lisozima, le limfochine (che includono sostanze anticancerogene). Le antitripsine contribuiscono anche ad incrementare l’assorbimento intestinale dell’ormone della crescita (GH), la massima concentrazione di GH si riscontra subito dopo il parto, poi decresce rapidamente e dopo 4 giorni risulta 10 volte inferiore. Un altro parametro interessante riguarda le fosfatasi alcaline (ALP) e le gamma-glutamil-transferasi (GGT) che nel colostro sono 10 e 1000 volte superiori rispetto al siero materno. Questi valori molto alti nel colostro si ripercuotono anche sul siero del cucciolo per almeno sette giorni e dunque la misurazione di questi elementi nel sangue del cucciolo permetterebbe di verificare l’avvenuta assunzione di un buon colostro.


Le numerose proprietà del colostro possono esplicarsi a pieno solo se i componenti attivi arrivano intatti nell’intestino. Proprio nell’intestino, infatti, gli agenti patogeni iniziano a svolgere la loro azione patologica. E’ nel tratto intestinale che si giocano dunque gran parte delle strategie difensive del organismo ad opera sia del sistema immunitario sia della flora probiotica. L’attacco alle pareti dell’intestino da parte di batteri e virus è nella stragrande maggioranza dei casi il primo passo per l’insorgenza delle malattie.
La mucosa intestinale dei neonati è in grado di assorbire intatte le Ig contenute nel colostro, ma l'intervallo di tempo durante il quale la mucosa intestinale rimane permeabile e dunque permette il passaggio delle immunoglobuline dal lume intestinale al sangue del neonato è limitato: nei cuccioli di cane il massimo assorbimento avviene 8 ore dopo il parto mentre la "chiusura" avviene dopo 24-36 ore. 
Attraverso il colostro vengono trasmessi il 90% degli anticorpi contro il parvovirus, il 99% degli anticorpi contro l’epatite ed il 77% degli anticorpi contro il cimurro.
La mancata assunzione di colostro durante il periodo critico, quando l'intestino è aperto all'assorbimento delle sostanze proprie del colostro, può compromette gravemente la salute del cucciolo neonato. Questa situazione può verificarsi o per l'incapacità della fattrice di produrre colostro o per l'incapacità/impossibilità del cucciolo di succhiare in modo corretto.


CAUSE DI MANCATA O INSUFFICIENTE ASSUNZIONE DEL COLOSTRO

 

MADRE NEONATO PATOLOGIE AMBIENTE
Colostro di scarsa qualità Debolezza Mastite o metrite Temperatura troppo bassa
Produzione insufficiente Ipotermia Distocia Rumore e trambusto
Dolorabilità mammaria Malformazioni a labbra e palato Febbre o ipotermia Parto prematuro o tardivo
Rifiuto dei cuccioli   Morte della madre  
Istinto materno esagerato nelle cure che impedisce ai cuccioli la poppata      

 

Se, per uno dei motivi sopraelencati, il cucciolo non ha assunto il colostro l’immunità passiva gli può essere conferita attraverso la somministrazione di siero di sangue materno o di un adulto correttamente vaccinato, alla dose di 22 ml/ kg di peso del cucciolo (eventualmente frazionato in varie somministrazioni) per via orale entro le prime 24 ore di vita oppure per via sottocutanea nei cuccioli nati da più di 24 ore. 
Se la mancata ingestione del colostro è dovuta ad un ritardo/scarsità della montata lattea la fattrice può essere aiutata con la somministrazione sottocutanea di 2 UI di ossitocina ogni 15-20 minuti. Anche la metoclopramide ( 0,1- 0,2 mg/kg tre volte al giorno) o il domperidone ( 2,2 mg/kg due volte al giorno) aiutano l’aumento della produzione lattea così come l’agopuntura nei punti LI4 e SI1.

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